• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Gli angeli del fango

di Alvise Predieri - 

Ogni alluvione, terremoto e disastro ambientale ha i suoi eroi. Ma già di per sé la definizione di disastro ambientale o calamità naturale contiene in sé un ossimoro, un po’ come dire ghiaccio bollente. Se la natura, che è in uno stato appunto naturale, ci si rivolge contro, la colpa è dell'uomo, del suo uso irrazionale dell'ambiente, del suo desiderio di "progresso" a discapito delle più elementari leggi della natura.

Ogni metro quadro costruito, che sia un tetto, un parcheggio, una strada, o un campo coltivato sposta altrove la pioggia che ci cade, in canalizzazioni, grondaie, scoli. Ma l'acqua che non viene assorbita naturalmente dalle falde acquifere, dai fiumi, come si comporta? Accelera, gonfia la sua massa, ed ogni canale di drenaggio ha bisogno di manutenzione. Se l'uomo non ha costruito le sue città in accordi con la Natura la colpa è solo sua. Ma pur di non riconoscere le sue colpe l'uomo si rivolge e guarda a se stesso e con rinnovato orgoglio trova i suoi eroi, angeli o come di volta in volta vengono chiamati i volontari che si organizzano per dare una mano. Ed ecco che ci rinfranchiamo dallo sconforto con i nostri eroi, che ci emozionano e che ci fanno dimenticare il problema che sta alla radice, ovvero l'assenza di radici nel progresso delle nostre città.
In “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht il personaggio Andrea dice: ”Sventurata la terra che non ha eroi...” Galileo gli risponde: “No, infelice il paese che ha bisogno di eroi”.
Ecco che più attuale che mai si pone il problema di una terra che trova nei suoi eroi la sua redenzione per poi continuare a gestire la natura senza farci veramente i conti. In tutto questo il lavoro degli angeli del fango è esemplare ma è anche auspicabile che si lascino stare santi e angeli e si torni ad essere uomini, degni abitanti di questo pianeta, rispettando e non cercando di sottomettere questa natura che ci ospita. Secondo i dati forniti dal Corpo Forestale dello Stato oltre 6.600 Comuni italiani sono a rischio idrogeologico, ben l’82% del totale, corrispondente al 10% della superficie della Penisola. Di quanti angeli avremo bisogno prima di essere degli uomini?

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