• Pubblicazione del 15 Ottobre 2014 ore 19.00
  
  

Taste of Roma

Taste of Roma. Foto copertina di Clio Morichinidi Clio Morichini - 

Bello e intelligente l’evento di Taste of Roma, quattro giorni in cui l’alta cucina capitolina è stata alla portata di tutti. Si è infatti conclusa domenica la rassegna enogastronomica romana tra chef stellati, grandi vini, show e laboratori di cucina, tenutasi nei giardini pensili dell’Auditorium.

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Un’Impresa ad Arte

Foto messa a disposizione dagli organizzatori dell’iniziativa.Essere italiani è una storia.
Si chiude con successo la quarta edizione del “Gran Galà dell’Imprenditoria” a Gualdo Tadino. Tredici realtà premiate per la loro eccellenza
Le migliori aziende nazionali si sono incontrate sabato 20 settembre a Gualdo Tadino, per l’atteso evento “Un’Impresa ad Arte. Gran Galà dell’Imprenditoria Italiana”, giunto alla quarta edizione e promosso dal Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti, da un’idea del Direttore Catia Monacelli, antropologa culturale e curatore d’arte.

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Al Festival “Il Dio di mio padre” focus sull’emigrazione

Torricella Peligna. Foto Zitumassin opera propria

Il 24 agosto a Torricella Peligna al festival dedicato a John Fante, con il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo un’Italia ben più grande di quella dentro i confini.

di Goffredo Palmerini

TORRICELLA PELIGNA (Chieti) - “Presi il rotolo dei soldi e tornai alla betoniera. Era ridotta male e molto rovinata, come le mani di mio padre, era una parte della sua vita, così stranamente antica, come se fosse venuta da un paese lontano, da Torricella Peligna. L’abbracciai e la baciai, e piansi per mio padre e tutti i padri…”. Così John Fante, nel suo romanzo “1933. Un anno terribile” pubblicato postumo nel 1985 (1933 Was a Bad Year), immerge i lettori nel mondo di suo padre Nicola (Nick), emigrato alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti, in Colorado, da Torricella Peligna, borgo d’Abruzzo arroccato ai contrafforti della Majella. E proprio Torricella Peligna, così intensamente presente nei romanzi di John Fante, da nove anni dedica al grande scrittore italo americano un festival letterario internazionale “Il Dio di mio padre”. Quest’anno si svilupperà dal 22 al 24 agosto prossimo, con numerosi eventi di rilievo, partendo da un omaggio a Charles Bukoswki, a 20 anni dalla morte, lo scrittore americano che più d’ogni altro seppe riconoscere la grandezza di Fante, promuovendo la riedizione dei suoi romanzi e la pubblicazione di alcuni inediti.

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I premi “Città di Roccamorice”

I premi “Città di Roccamorice”La Redazione -

Premio per la Cultura allo storico Raffaele Colapietra e Premio di merito a 5 Personalità
ROCCAMORICE (Pescara) – Lo splendido scenario naturale e architettonico di Roccamorice, un borgo gioiello ai contrafforti della Majella, la montagna madre dell’Abruzzo imperlata di eremi dove si respira la secolare spiritualità del monaco Pietro del Morrone, poi diventato papa Celestino V, ha fatto da cornice alle manifestazioni della seconda edizione del Premio dell’Editoria Abruzzese “Città di Roccamorice” 2014, tenutesi il 2 e 3 agosto presso la Sala Teatrale Comunale “Don Donato Bianco”. La serata di sabato gli Autori hanno parlato delle loro opere, i componenti della Giuria e il pubblico hanno potuto conversare con loro, risultando dall’incontro assai interessanti spigolature e spunti di riflessione.

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Mikayel Ohanjanyan vince il premio Henraux 2014

L’opera di Mikayel Ohanjanyan. Cortesia dell’autoreQUERCETA (Lucca) - Mikayel Ohanjanyan vince la seconda edizione del Premio Fondazione Henraux per la Scultura in marmo, in memoria di Erminio Cidonio. Si posiziona al primo posto l’opera “Materialità dell’invisibile” raffinatissima esecuzione in statuario dell’Altissimo. “Appena finita è già un capolavoro” dichiara Paolo Carli, Presidente della Fondazione. “L’esecuzione di quest’opera, che ha visto negli ultimi mesi Mikayel Ohanjanyan al lavoro presso la Henraux, è esaltazione pura della pietra per eccellenza, quello statuario delle nostre cave la cui preziosità e bellezza non hanno pari”, prosegue Carli.
“Materialità dell’invisibile” risponde a tutti i criteri richiesti dal Bando di concorso, e che Mikayel Ohanjanyan ha saputo cogliere in pieno. L’opera nasce dalla volontà di materializzare l’invisibile e di evidenziarne alcuni aspetti concettuali ed estetici. Nella sua lettura, il progetto proposto, è poliedrico: da un lato raffigura lo spazio vuoto come forma e la materia, dall’altro, contemporaneamente, interroga la materia stessa che, compressa dai cavi d’acciaio, crea nuove prospettive intersecate nel confine della materia e nel vuoto al centro della scultura. L’estetica dell’opera, marmo e cavi d’acciaio, è simbolica lettura della secolare attività del luogo (il blocco del marmo, la lizzatura), e pone in evidenza le connessioni del marmo e il rapporto fra l’uomo e il suo territorio: il blocco di marmo non nasconde la sua “fragilità” e, fra staticità e dinamicità, pieno e vuoto, visibile e invisibile, nasce un rapporto che plasma continuamente il paesaggio in ottiche nuove, non solo fisiche, ma anche psichiche e sensoriali.

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Cosenza: Collezione Umberto Boccioni

INVITO_BOCCIONI_GNCRedazione -

Giovedì 10 luglio 2014, ore 18.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria inaugura la Collezione Umberto Boccioni, a cura di Fabio De Chirico.
La presentazione al pubblico della nuova ala espositiva della Galleria Nazionale di Cosenza dedicata all’opera grafica del maestro futurista vedrà la partecipazione di Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria; Luciano Garella, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone; Nella Mari, storico dell’arte Soprintendenza BSAE della Calabria; Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura e Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Modera Gemma-Anais Principe.

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Is This food?

This_is_food-600di Giuseppe Bellavia -

Come annunciato, Italiani era presente all’evento gastronomico dello scorso weekend alle Officine Farneto che ha visto coinvolti i nuovi protagonisti della cucina capitolina. Ad accogliere i degustatori una scenografica location degna della scena underground berlinese, che sembrerebbe proiettare verso la scoperta di sapori sconosciuti e sensazionali,  traghettando  verso l’esperienza celata dietro ogni assaggio.

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A ROMA: THIS IS FOOD

This_is_fooddi Clio Morichini - 

Dal 24 al 25 Maggio a Roma torna per la seconda volta THIS IS FOOD, manifestazione dedicata allo street food e alla cultura del cibo metropolitano, che avrà luogo alle OFFICINE FARNETO, in via dei Monti della Farnesina 77. La rassegna, ideata da Snob Production, vuole promuovere le realtà più innovative all’interno del panorama romano della ristorazione, locali che hanno aperto da poco e che sono stati protagonisti del rinnovamento dello scenario gastronomico della capitale. THIS IS FOOD non va alla ricerca di chef stellati ma di start up culinarie creative ed originali che, in tempi di crisi, si sono lanciate la sfida di proporre piatti sani e ricercati a prezzi abbordabili.

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NAPOLI: WINE AND THE CITY


Napoli6-Foto_dr_ConatiLa bellezza, i profumi ed il gusto si incontrano a Napoli dal 20 al 24 Maggio 2014, all’evento Wine&Thecity, evocativo già dal nome del connubio fra lo splendore partenopeo e le maestranze vinicole nazionali, e non solo. La briosa manifestazione che muove i passi da un’idea di Donatella Bernabò Silorata come primo "fuori salone del vino" di Vitignoitalia (il Salone nazionale del vino e dei territori vitivinicoli italiani che si svolge a Castel dell’Ovo) è stata concepita come rendez-vous delle più svariate espressioni creative (design, moda, gioielli, musica, gusto, glamour…). Quattro giorni da trascorrere perdendosi fra i circa 100 siti dislocati per tutta la città, e ad ogni sosta sarà possibile appagare vari sensi attraverso degustazioni delle numerose etichette presenti, nonché mostre, incontri con artisti e molto di più. Il tutto veicolato e scandito dall’onnipresente ed immancabile protagonista: il vino.

ART CLUB 1945-1964

Forte dei Marmi – Da venerdì 23 maggio a martedì 15 luglio la Fondazione Villa Bertelli ospita un’esposizione, curata da Gabriele Simongini, dedicata all’Art Club, un percorso unico ed estremamente significativo all’interno dell’arte italiana del secondo dopoguerra realizzato attraverso oltre sessanta opere fra dipinti, sculture, disegni e serigrafie realizzati da circa cinquanta tra gli artisti che sono stati soci dell’Associazione Artistica Internazionale Indipendente o che hanno comunque partecipato ad alcune fra le numerosissime esposizioni da essa organizzate. L’Art Club fu fondato a Roma il 23 ottobre 1945: erano presenti, tra gli altri, Pericle Fazzini, Virgilio Guzzi, Luigi Montanarini, Enrico Prampolini, il pittore polacco Joseph Jarema. Si va da Enrico Prampolini a Gino Severini e Giacomo Balla, da Carla Accardi ad Afro, da Alberto Burri a Giuseppe Capogrossi, e ancora Felice Casorati, Michelangelo Conte, Pietro Consagra, Antonio Corpora, Piero Dorazio, Pericle Fazzini, Lorenzo Guerrini, Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Mino Maccari, Mario Mafai, Alberto Magnelli, Edgardo Mannucci, solo per citare alcuni nomi.  Un omaggio particolare è stato pensato per ricordare il pittore della cosiddetta Scuola romana Luigi Montanarini, nella sua duplice qualità di fondatore e di unico toscano del gruppo che ha partecipato all’atto costitutivo dell’Art Club.  Ad impreziosire la mostra anche una rara cartella nata per celebrare il decimo anniversario della fondazione dell’Art Club e intitolata “Arte Astratta in Italia nel 1955”, che raccoglie 14 serigrafie. Completa l’esposizione una serie di importanti documenti storici che hanno accompagnato la storia creativa e culturale dell’Art Club. Il progetto della mostra è a cura di Nicolina Bianchi, Jacopo Cannas, Gabriele Simongini mentre la segreteria organizzativa, tecnico-scientifica è della Fondazione Villa Bertelli (Forte dei Marmi) e di SEGNI D’ARTE (Roma).Forte dei Marmi Da venerdì 23 maggio a martedì 15 luglio la Fondazione Villa Bertelli ospita un’esposizione, curata da Gabriele Simongini, dedicata all’Art Club, un percorso unico ed estremamente significativo all’interno dell’arte italianadel secondo dopoguerrarealizzato attraverso oltre sessanta opere fra dipinti, sculture, disegni e serigrafie realizzati da circa cinquanta tra gli artisti che sono stati soci dell’Associazione Artistica Internazionale Indipendenteo che hanno comunque partecipato ad alcune fra le numerosissime esposizioni da essa organizzate. L’Art Club fu fondato a Roma il 23 ottobre 1945: erano presenti, tra gli altri, Pericle Fazzini, Virgilio Guzzi, Luigi Montanarini, Enrico Prampolini, il pittore polacco Joseph Jarema.

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